Plinio il vecchio inizia a parlare dei grandi vini rossi del Mesopotamium Siciliano. Tra il Dirillo e l’Eufrate, lì individua la zona che produce tra i migliori vini rossi del mediterraneo. La zona dalla quale le grandi navi partono per secoli, alla volta della Francia e delle Coste Liguri, colme di vini, scuri e possenti vini siciliani che dovevano render forti anche le produzioni delle più note zone dei Bordeaux, delle Barbera e dei Nebbioli.  Poi nei decenni si sviluppò la cultura del proprio fare, le sperimentazioni enologiche di grandi enologi Italiani, si sono espresse anche in Sicilia, da Tachis a altri grandi consulenti, che insieme ai nuovi enologi Siciliani, iniziarono a produrre grandissimi Vini che nulla avevano da invidiare ai maggiori e più blasonati cugini Toscani o Veneti.

Nero d’Avola e Frappato compongono il Cerasuolo di Vittoria Classico, come un Bourgogne, un vino moderno, diverso dalla austerità dei vini siciliani, ma fragrante, profumato, fresco; grazie al Frappato varietà simile più ad un Bardolino che ad un Nero d’Avola. Ma è proprio con il Nero d’Avola che fin dai tempi di Plinio il vecchio, nel VI sec. D.C., compone uno dei migliori vini rossi del mediterraneo.

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